sabato 26 giugno 2010

The Gaslight Anthem - Sink Or Swim














Album: Sink Or Swim
Band: The Gaslight Anthem
Anno: 2007
Genere: Punk Rock/Pop-Punk

Tracklist:

01. Boomboxes And Dictionaries
02. I Coulda Been A Contender
03. Wooderson
04. We Came To Dance
05. 1930
06. The Navesink Banks
07. Red In The Morning
08. I'da Called You Woody Joe
09. Angry Johnny And The Radio
10. Drive
11. We're Getting A Divorce, You Keep The Diner
12. Red In The Night

Recensione:

La lunga highway si snoda lungo l'arido deserto del Nevada. In macchina c'è tutto lo stretto indispensabile per un viaggio simile: una bottiglia di Jack Daniels, On The Road di Jack Kerouac abbandonato sul cruscotto, Born To Run di Springsteen, Highway 61 Revisited di Dylan, una ragazza che con il suo sguardo pieno di speranza porta consolazione in questa evasione dalla realtà, e un bagaglio stracolmo dei più bei ricordi della giovinezza.
Una fuga lungo l'interminabile "notte americana", come era solito chiamarla il grande scrittore della Beat Generation, è forse la frase migliore per descrivere la musica e le atmosfere del disco d'esordio dei Gaslight Anthem.
Parliamoci chiari: questa è musica americana del ventunesimo secolo nella sua forma più pura, che riesce ad amalgamare perfettamente una vibe grintosa e di chiaro stampo Punk con la tradizione del cantautorato e della letteratura americana, senza disdegnare un pizzico di quel machismo tipiciamente made in U.S. che fortunatamente non risulta nè eccessivo, nè pesante.
Su tutta l'opera regna incombente lo spettro di quello che è l'eroe, nonchè idolo della band di New Brunswick (soprattutto del frontman Brian Fallon): cioè Bruce Springsteen, ispirazione suprema non nascosta dalla band, che anzi, in molti brani dell'album inserisce allusioni a dei pezzi del Boss.
Anche il particolarmente ispirato songwriting di Brian Fallon risente fortemente dell'influenza del cantautorato americano, in particolare del già citato songwriter del Jersey: le sue storie sono storie di evasione, di derelitti, emarginati e gente che ha perso speranza nella vita, tutti trattati con un particolare feeling nostalgico e con un occhio alla fugacità della giovinezza, che ormai sembra essere anch'essa un ricordo.
Musicalmente l'album è un esplosione di energia Punk pura, tutti i dodici brani sono degli anthem malinconici e catartici da cantare a squarciagola. Da questo punto di vista è impossibile non notare affinità con bands come Against Me!, Lifetime e gli ultimi Husker Du, maestri di quel Pop-Punk genuino e non ancora schiavo dei trend. Il Pop-Punk viene quindi macinato e ripensato in chiave tradizionalista americana, senza disdegnare incursioni bluesy e folk.
Chitarre semplici ma energiche e sfumate e una sessione ritmica veloce e coinvolgente rendono l'album godibilissimo sia per gli ascolti più semplici e spensierati che per quelli più attenti.
Ad aprire c'è quello che è in assoluto uno dei brani più ispirati della band: Boomboxes And Dictionaries, con uno dei ritornelli più malinconici e grintosi della carriera del gruppo. Wooderson si apre in maniera esplosiva contrastando con uno dei cantati più dolci del disco. I'da Called You Woody Joe è un tributo ad una delle più grandi icone del Punk, cioè, sua maestà Joe Strummer (che da giovane era soprannominato Woody) e, più in generale ai mitici Clash, con il ritornello che recità: "And this was the sound of the very last gang in town", riprendendo il titolo di un famoso pezzo dei Punk londinesi, cioè Last Gang In Town. Angry Johnny And The Radio si snoda lentamente nelle tristi e nostalgiche strofe per poi esplodere in un coro finale che molto probabilmente vi ritroverete a cantare varie volte dopo averlo ascoltato ("we always loved the sad sad songs"). Drive è uno dei pezzi migliori del disco, con un testo ultra-malinconico e un ritmo trascinante. Il brano finale: Red At Night è invece una performance solista di Fallon che reinterpreta Way Over Yonder In The Minor Key di Billy Bragg con gli Wilco, tendendo lo stesso arrangiamento e cambiando invece il testo.
Un disco semplice ma carico e catartico, perfetto per ogni momento. Da evitare solamente se non riuscite ad apprezzare in generale la letteratura, il cantautorato e il gusto puramente americano.

Drive


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