
Album: The Places You Have Come To Fear The Most
Band: Dashboard Confessional
Anno: 2001
Genere: Singer-Songwriter/Acoustic Rock
Tracklist:
1. The Brilliant Dance
2. Screaming Infidelities
3. The Best Deceptions
4. This Ruined Puzzle
5. Saints And Sailors
6. The Good Fight
7. Standard Lines
8. Again I Go Unnoticed
9. The Places You Have Come To Fear The Most
10. This Bitter Pill
Review:
In molti forse, impegnati ad odiare i loro ultimi album Pop-Rock, dimenticano per strada, o tralasciano completamente, quelle che sono le radici acustiche della one-man band dell'ex Further Seems Forever Chris Carabba, radici che raggiungono il loro apice con il secondo album dei floridensi: The Places You Have Come To Fear The Most.
Innanzitutto non fraintendiamoci, non ci troviamo di fronte a nessun capolavoro, ma semplicemente davanti ad un fresco e godibile disco di facile ascolto, perfetto per le calde giornate estive.
The Places You Have Come To Fear The Most segna la prima svolta nella carriera dei Dashboard Confessional, dato che in questo album diventano una band vera e propria (nonostante gran parte del lavoro sia sempre fatta da Carabba), con tanto di batteria, basso e seconda chitarra (rigorosamente acustica). Le 10 tracce dell'album sono 10 gemme Pop che scorrono velocemente inondando l'ascoltatore di dolcezza ed emozioni post-adolescenziali, molto spesso immature e superficiali, ma comunque molto intense e sentite, appesantite dalla ottima voce di Carabba, acuta, spesso sussurrata ma che diventa subito esplosiva ed emotiva.
Gli arrangiamenti sono semplici ma risultano comunque adatti ad ogni situazione, senza mai essere troppo platinati o pacchiani (tranne in alcuni rari casi).
Musicalmente parlando, le 10 ballate che compongono il disco sono esclusivamente acustiche, senza la minima traccia di amplificatori o distorsione, con qualche arco quà e là e una semplicità disarmante.
L'apertura è affidata ad uno dei brani più dolci e accattivanti del lavoro: The Brilliant Dance, con un ritornello a presa fissa, caratteristica fondamentale del disco. Screaming Infedelities risale al primo album della band: The Swiss Army Romance, e risulta lo stesso uno dei loro brani migliori e più riusciti, triste e rassegnato, bellissimo! Godibilissima anche The Best Deceptions, trascurabile e plasticosa invece Saints And Sailors, idem per Standard Lines. Si ritorna su ottimi livelli con la veloce e bellissima Again I Go Unnoticed, per prepararsi poi all'esplosivo e commovente finale composto dai due pezzi più belli della band: la title-track, una lenta ballata sulle maschere che molti di noi indossano ma che alla fine si rivelano essere la nostra tomba; testo più riuscito del disco e una carica emotiva unica. This Bitter Pill invece raggiunge picchi d'intensità assurdi, canzone sull'accettare situazioni che noi odiamo, che si conclude con un finale disarmante, il: "Wearing out" di Carabba si distorce e diventa un pianto, un lamento urlato e sofferente; senza dubbio la traccia più difficile ma anche più bella di The Places You Have Come To Fear The Most.
Un disco perfetto per fare da colonna sonora ad una calda, ma uggiosa, giornata estiva. Con i suoi difetti, che si fanno sentire senza nascondersi, ma anche con i suoi pregi. Nulla di imprescindibile quindi, ma da prendere assolutamente se amate i Further Seems Forever degli esordi oppure semplicemente se volete un ora scarsa di buona musica.
The Places You Have Come To Fear The Most
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