venerdì 24 luglio 2009

Eyedea & Abilities - By The Throat
























Album: By The Throat
Artisti: Eydea & Abilities
Anno: 2009
Genere: Indie Hip-Hop/Indie Rock

Tracklist:

01. Hay Fever
02. Spin Cycle
03. Time Flies When You Have A Gun
04. Burn Fetish
05. Sky Diver
06. Junk
07. Forgive Me For My Synapses
08. This Story
09. Factory
10. Smile
11. By The Throat

Review:

A 5 anni di distanza dal loro ultimo album: E&A, il duo di Minneapolis torna a scatenare critiche e tempeste nell'Hip-Hop con il suo nuovo By The Throat, album eclettico, sulla scia di Depart From Me di Cage, con forti influenze Rock e, in definitiva, decisamente fuori dalla norma.
In questi 5 anni ne è passata di acqua sotto ai ponti, specialmente per Eyedea, il quale evidentemente è incredibilmente maturato, arrivando addirittura a sentirsi stretto nei suoi panni di "Mc da battaglia" così da spingerlo ad allargare le sue vedute musicale. E' così che Mike Larsen, reduce da un esperienza come cantante e chitarrista in un gruppo Indie Rock, decide di importare le nozioni appena apprese e riadattarle in forma Hip-Hop. Il risultato è tanto strabiliante quanto originale e riuscito.
La produzione di Dj Abilities questa volta risulta più sporca ma nel quantempo sempre raffinata e mai grezza (come invece poteva risultare nel debutto First Born); pulsante per tutta la durata del lavoro è una certa vena Indie Noise che tende ad inserire delle delicate melodie sotto a tonnellate di distorsione e feedback. Le batterie sono confusionarie e decisamente fuori dal comune per il genere, accogliendo anch'esse grandi influenze Rock. Gli scratch non sono più dei semplici passaggi, bensì acquisiscono la forma di veri e propri assoli, e vengono ulteriormente valorizzati, essendo tutti stupendi ed integrandosi a perfezione con i brani.
Mike si spoglia del tutto della sua nomina di fenomenale Mc da freestyle per esprimere nel modo più intenso possibile i suoi sentimenti e le sue paure. Incredibile la maturazione lirica del rapper del Minnesota il quale sembra essersi dimenticato della sua maniacale attenzione per la forma (ricordiamo Liquid Sovereign, nella quale ogni rima finia con "Rain") abbracciando spunti di scuola anticoniana (non sempre le rime vengono chiuse) e favorendo incredibilmente i contenuti. Il songwriting di Eyedea è diretto, senza troppi giri di parole, ma comunque di grande effetto ed intensità. Gli argomenti trattati sono molteplici: dalla fisica quantistica alla scomparsa degli amici agli affetti e le relazioni, tutti trattati da un punto di vista intimistico e a tratti esistenzialista. Il flow del giovane è incredibilmente versatile, mostrando ancora una volta le sue origini da battagliero e riuscendo a cavalcare ogni beat, dal più veloce al più lento. Un punto a sfavore per il disco è dato dal cantato di Mike, non sempre perfetto e a volte fuori luogo, anche se in alcuni episodi risulta perfetto. La sua chitarra è semplice, senza troppi sfronzoli fini a loro stessi, divisa tra melodia e dissonanza, incorporando ancora di più quella matrica Indie Noise Rock di cui prima parlavo.
Hay Fever apre il disco con una chitarra ripetitiva e un cantato malinconico, esplodendo poi in seguito, narrando di come Eyedea abbia assistito alla morte in ospedale di un suo grande amico in un modo davvero commovente. Spin Cycle è un singolo perfetto, grande rappato da parte del giovane, musica e ritornello a presa facile fanno da ciliegina sulla torta. Time Flies When You Have A Gun è in definitiva l'episodio meno riuscito dell'ottimo lavoro, con un testo mediocre e un flow non all'altezza. Si prosegue attraverso altri bellissimi pezzi, fino ad arrivare alla distruttiva Junk, con un bassone dalla reminescenza -core. This Story ha il beat più versatile e progressivo dell'intero lavoro e risulta in assoluto uno dei brani migliori, grande scratch d'apertura per poi fare da tappeto all'entrata di una chitarra dal gusto malinconico, stupendo! Factory prosegue sulla scia di Junk, poi si passa a Smile, altro capolavoro, molto triste e lenta ma ugualmente incredibile. Il massimo comunque lo si raggiunge con il brano finale: By The Throat, con la sua dolce melodia nascosta dalla distorsione e il suo incredibile crescendo di emozioni, si comincia lentamente per poi scoppiare tra la disperazione di Eyedea, che racconta come si senta perso dopo la fine di una relazione che gli ha cambiato la vita in un modo incredibilmente intenso, risultando dannatamente espressivo e potente.
Un album tanto bello quanto sottovalutato, un must per chi aveva amato Never Better di P.O.S. e per tutti gli amanti del buon Hip-Hop indipendente, non più stretto da inutili definizioni e influenze storiche.

Spin Cycle



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