
Album: Depart From Me...
Artista: Cage
Anno: 2009
Genere: Indie Hip-Hop/Indie Rock
Tracklist:
01. Nothing Left To Say
02. Beat Kids
03. Dr. Strong
04. I Found My Mind In Connecticut
05. I Lost It In Haverton
06. Teenage Hands
07. Eating Its Way Out Of Me
08. Kick Rocks
09. Captain Bumout
10. Strain
11. Fat Kids Need An Anthem
12. Look At What You Did
13. Depart From Me...
14. I Never Knew You
Review:
There I was unconscious on the floor
This place I never knew departing from me I’m sure
Awaiting the hand of god knowing I stand to fall
I stared into the pitch black to no hand at all
When your all alone and you think of home
Places you may have been and who you’ve known
This beauty they speak of I cannot see
As I imagine as a child it’s make believe
Good ideas hard to find, get one and stand in line
Been judged and judged what’s one more time?
Adoring suffocation through the pain of humiliation
I would discover both sides of manipulation
amily picked up and went away
Some friends have left and some have stayed
I’ve trusted one and been betrayed
When you grow tired of lying on the ground and
People walking on you
If you get to your feet and struggle to stand
People you know withdrawal their hand
And you don’t know why
I know why
I know why..
Queste parole di sconforto, disperate e prive di speranza ci trascinano come un treno nell'oblio di Depart From Me, il disco che segna la svolta più grande nella carriera del newyorkese Cage che con il suo quarto album si accinge lentamente a distaccarsi da una concezione di Hip-Hop classica e chiusa per dirigersi verso lidi sempre più contaminati dall'Indie Rock e del Garage moderno.
Attaccato e criticato strenuamente da i puristi del genere e, soprattutto, dai suoi stessi vecchi fan (quelli che avevano adorato Movies For The Blind), per via del suo approccio innovativo all'Hip-Hop e anche per il suo look da indie rocker, Chris sembra fregarsene totalmente e restare fedele e coerente alle sue idee, usando la musica come strumento di sfogo personale. D'altro canto c'era da aspettarsi un cambio di direzione così netto e marcato, dato che tale cambio era stato annunciato dal rapper già un anno prima dell'uscita dell'album.
Di fatto Depart From Me è uno di quei dischi che vanno inquadrati e che nonostante la loro apparente facilità all'ascolto, necessitano di tempo per essere del tutto assimilati.
Cage ormai ha totalmente chiuso con le droghe e con il proprio passato, e in questo nuovo episodio della sua discografia si concentra principalmente sul suo presente, un presente tormentato, fatto di depressione, fine di relazioni, persone opportuniste e improvvise scomparse di grandi amici (Camu Tao), ma un presente che, come ogni periodo della vita, è soltanto passeggero e che quindi necessita di essere sconfitto. Depart From Me è quindi un lento viaggio catartico, che analizza intensamente le varie fasi di questa depressione, arrivando ad una via d'uscita e riuscendo a dirle le fatidiche parole: "DEPART FROM ME, I NEVER KNEW YOU" ("Vattene da me, non ti ho mai conosciuto", frase che ritorna più volte anche nel booklet del disco).
Dal punto di vista musicale, come già detto, questo è un lavoro che presenta innumerevoli spunti ed influenze Rock, tant'è che non vi è il minimo uso di samples e tutti gli strumenti sono suonati da Cage stesso (principalmente al basso), El-P, F. Sean Martin (ex Hatebreed), Allison Bavitz (moglie di Aesop Rock) e Phil Caivano (ex Monster Magnet). La maggior parte delle produzioni sono affidate a Sean Martin, alla sua prima esperienza con l'Hip-Hop, esperienza del tutto positiva, nonostante di tanto in tanto risulti un pò ripetitivo (del tutto giustificabile proveniendo da un genere talmente diverso dal Rap come il Metalcore), proponendo uno stile che attinge sia dal Rock, sia da grandi maestri del genere come El-P, Camu Tao e Dj Shadow. Come era lecito aspettarsi i beat di fattura più pregiata sono senza dubbio quelli di El-P, ancora una volta al massimo della forma. Ottimo anche Aesop Rock che produce la sola Strain, proponendoci uno stile molto simile a quello utilizzato su None Shall Pass.
Dal punto di vista dei testi Cage abbandona i flash e le immagini ad impatto tipiche di Waterworld e Hell's Winter e l'autocelebrazione tanto adorata da gran parte dell'Hip-Hop per dedicarsi a brani più complessi, metaforici e introspettivi; anche il passato ora viene trattato da un punto di vista diverso e più profondo, ad esempio in Dr. Strong non viene tanto descritta la vita paziente dello Stoney Lodge Hospital, bensì i sentimenti e i pensieri di un ragazzo che da un giorno all'altro si ritrova sbattuto in istituto psichiatrico.
Tecnicamente c'è poco da dire, Chris è in formissima! Flow incredibilmente versatile, capace di adattarsi ad ogni beat, passando dalla frenesia semi-crossover di Fat Kids Need An Anthem alla narcotica I Never Knew You. Altro elemento innovativo del disco sono i ritornelli, spesso cantati e con un gusto spesso molto catchy, che fà contrasto con i brani quasi sempre distorti e cupi.
L'intro sopra da me postato porta diretto a Nothing Left To Say, la traccia più in stile Hell's Winter, con un magnifico beat ad opera di El-P, e con al suo interno dei versi in memoria di Camu Tao; subito si passa a Beat Kids, distorta e malata, con dei chitarroni a fare da sfondo e che ha come argomento principale, la violenza sui minori. Dr. Strong è uno dei picchi dell'album: un riffone di basso e una chitarra malinconica che entra sul ritornello, con un Cage a dir poco esplosivo e un ottimo chorus. I Found My Mind In Connecticut vede come sfondo musicale una chitarra effettata, con un Cage disperato e dal flow lento ma non stancante, grandissimo testo, che descrive minuziosamente il periodo di depressione in cui è passato il rapper, fino ad arrivare a tentare il suicidio; prequel di questo brano è invece la breve ma intensa I Lost It In Haverton, con uno stupendo beat di El-P. Noiosa invece è Teenage Hands, unico brano del disco da evitare, nonostante il beat sia stato prodotto da Cage ed El.
Eating Its Way Out Of Me è invece una delle cose più malate mai partorite da El-P, produzione massiccia, rumorosa e industriale, che riporta alla mente gruppi seminali come i Godflesh; Cage quì inoltre riesce a tirare fuori uno dei testi più profondi ed emotivi che abbia mai scritto: in poche parole, stupenda! Dopo l'interlude Kick Rocks si passa alla catchy e dolce Captain Bumout, poi si arriva a Strain, in classico stile Aesop Rock post-None Shall Pass, perfetta per chi desiderasse qualcosa di più canonico. Le battute finali sono affidate invece al duo (come c'era da aspettarsi) Depart From Me... I Never Knew You, la prima è il capolavoro dell'album, dal testo incredibilmente bello, nel quale Cage si libera della sua depressione e del male che lo opprime; la seconda invece è un brano narcotico e visionario, forse quello meno Hip-Hop del disco in assoluto, bellissima anche se ostica ai primi ascolti.
Un disco che non va paragonato a nessun' altro, unico nella discografia di Chris e forse in tutto il suo genere. Un album che non và liquidato con un ascolto superficiale, ma che necessita tempo per rivelarsi in tutta la sua bellezza e profondità. Una delle migliori uscite Rap dell'anno!
I Never Knew You
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